Buongiorno!

Non pensavo di dover fare questa presentazione personale, ma mi sono accorto, che chi legge su packrafting Italia, ha la sensazione di trovarsi davanti ad un'associazione o chissà che, per ora dietro a tutto questo ci sono solo io. Quindi è giusto che mi presenti.

 

 

 

Comincio 

con un omaggio ai miei genitori,

In questa foto, fidanzati in posa su di una barca. 

Mi chiamo Antonio Piro, classe 1959, felicemente sposato con Monica, tre figli (Elena, Marina dal primo matrimonio e Samuele con Monica). Abito nell'alto vicentino alle pendici del monte Summano.

A 15 anni ho iniziato a vogare con la "Canottieri Padova".

L'agonismo mi stava un pò stretto, sono uscito da quel mondo ed ho incontrato il Kayak. Esplorandone e gustandone tutte le sfumature. 

Un incontro d'acqua e con tutto ciò che gli ruota intorno.

Dall'acqua mossa a quella piatta, sempre attento agli aspetti di tutela, sia ambientale che del patrimonio storico.

Nei primi anni ottanta ero membro attivo degli "Amissi del Piovego", si lavorava per recuperare le acque e i beni storici ad esse legati della città di Padova. Ricordo con piacere la battaglia per liberare la scalinata di Porta Portello, a suo tempo sepolta dalla terra. Oggi è una grande soddisfazione vederla libera e restaurata. E le prime storiche "vogate ecologiche", in un Piovego che allora era una vera cloaca cittadina.

A Padova, sempre in quegli anni, tra i primi in Italia con degli amici creammo una squadra di canoa polo.

Cominciai a girare per i fiumi, il veneto rimane il territorio che conosco meglio, soprattutto le due perle acquatiche: Venezia e la sua laguna e il Brenta in Valsugana.

La laguna veneta mi ha sempre affascinato molto, ci torno sempre volentieri, per delle giornate di pagaiate solitarie.

Sulle acque del Brenta, ho trovato il mio rifugio preferito. Dopo il mio trasferimento in Valsugana ho cominciato a frequentarlo più assiduamente. Vi ho fatto diversi anni la guida rafting. E' un fiume che mi ha insegnato molto.

Anche nella mia professione, il vigile del fuoco, sono riuscito a stare molto in ammollo. Nei anni in cui cominciò il progetto SAF (soccorso Speleo Alpino Fluviale) nel corpo nazionale Vigili del Fuoco, diventai istruttore di tecniche di soccorso fluviale ed alluvionale.

Occupandomi perciò di formazione, ma anche dell'organizzazione dei corsi SAF fluviale regionali.

Da canoista Vigile del Fuoco sono sempre stato sensibile alle problematiche relative al soccorso fluviale, sono ancora molto attivo in questo settore.

I miei tesori, mia moglie, i miei figli. Va bene che tra quelli di mia moglie le mie e Samuele in tutto sono 6 figli ma non esageriamo, nelle foto non sono tutti miei, ci sono anche i nipoti.

E concludo con un'altra delle mie passioni, la musica. Anche se sono molti strumenti sono passati tra le mie mani, adesso suono (anzi strimpello) esclusivamente l'ukulele. Piccolo, compatto, leggero, comodo da portarsi dietro. Tra l'altro ne possiedo uno in materiale plastico che porto sempre via in fiume, senza temere di rovinarlo.

Ti ricordiamo che:

1- I fiumi vanno discesi con attrezzature e abbigliamento adatto al tipo di percorso affrontato.
2- Per discendere i fiumi bisogna frequentare dei corsi di canoa tenuti da personale qualificato.
3- I principianti durante le discese devono essere affiancati e consigliati da guide esperte.
4- Una discesa non si effettua mai in solitaria, il numero minimo dei partecipanti può variare a seconda della preparazione dei canoisti e delle difficoltà che si possono incontrare.

5- Il packrafting permette un'accesso semplificato all'acqua mossa, ciò può portare a sovrastimare le proprie capacità. E' perciò necessario conoscere quali sono i rischi presenti in fiume. E avere le competenze tecniche e la prestanza fisica per ridurli sino alla soglia di accettabilità.