ven

27

gen

2017

BAKRAFT EXPEDITION di AIRE

Nuovo modello di packraft da AIRE:  BAKraft Expedition. Più lungo, più veloce e con più capacita di carico ma sempre leggerissimo.

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mer

16

nov

2016

Nuovo rivenditore Europeo per Alpackaraft

E' arrivato un nuovo rivenditore            di Alpackaraft

Si chiama VERREWEG

è un fornito rivenditore belga di attrezzature per l'outdoor.

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dom

05

giu

2016

In un mondo che cambia, noi dove siamo?

Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare. (Ben Herbster)

I segnali di un radicale cambiamento, sono davanti ai nostri occhi. E' un vero peccato che preferiamo tenerli chiusi, e non vedere. Un mondo migliore è alle porte ma siamo così impauriti dall'idea di modificare il nostro stile di vita, che preferiamo fare gli struzzi.

La Norvegia vieterà la vendita di tutte le auto a combustibile a fossile nel prossimo decennio, continuando il suo trend per diventare uno dei paesi ecologicamente più progressivo del pianeta.

Articolo su "Indipendent"

Corea del Sud Si dissotterrano i canali eliminando le autostrade che vi passavano sopra.

In poco tempo è stato valorizzato un corso d'acqua coperto dalla strada il "Cheong Gye Cheon", creando così un percorso pedonale verde in centro citta. Ne ha beneficiato l'aspetto sociale dell'intera città.

Articolo di riferimento.

Tesla “condivide” i brevetti della sua auto elettrica.

Articolo di riferimento.

Olanda E' iniziato l'iter legislativo che nel 2025 dovrebbe portare al bando dei veicoli con motore a combustione interna in favore di quelli elettrici.

Articolo di riferimento.

Utrecht Olanda. Rimossa la tangenziale cittadina per stombinare e ripristinare il corso dell'antico canale.

Articolo di riferimento.

Pontevedra in Spagna. Una città senza parcheggi né semafori, senza traffico né rumore di motori. Una città pedonalizzata i cui cittadini, da ormai 15 anni, si sono ripresi gli spazi prima occupati dalle autovetture. 

Articolo di riferimento.

Le centrali nucleari europee hanno raggiunto e spesso superato loro età massima di servizio per le quali sono state progettate.

Articolo di riferimento.

E chissà quanto altro bolle in pentola, teniamo gli occhi aperti, diventiamo protagonisti e insegniamo ai nostri figli un mondo migliore.

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ven

03

giu

2016

Packrafting e Bikerafting, alla FestAmbiente di Vicenza

15 giugno dalle 18:30 - 20:00 interverrò alla FestAmbiente di Vicenza, per presentare il bikerafting ed il packrafting.

Sarà in ottimo momento per far conoscere le potenzialità di questo sport sia per l'outdoor che per l'esplorazione urbana dei nostri fiumi. 

La riconquista fisica e funzionale delle acque urbane è il primo passo per la riqualificare i fiumi, per renderli nuovamente arterie vive e pulsanti, su cui costruire una nuova mobilità sostenibile.

Sarà inoltre l'occasione per parlare di un'idea per la riqualificazione del fiume dell'Astichello, tanto caro al poeta Vicentino Giacomo Zanella. Il piano è semplice, basta rimettere le cose a loro posto. Riportiamo l'arte, la musica, la poesia nel fiume, saranno loro a scacciare il degrado.

 

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ven

03

giu

2016

Camper al femminile.

Quando una ragazza, senza nessuna competenza tecnica, decide di camperizzare un furgone, si trova davanti ad un mondo di maschi. Mai paura, nulla è impossibile. Ecco il sito di una bella, intraprendente ragazza, che documenta il suo caparbio lavoro .... ah ... dimenticavo, è mia figlia.

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lun

16

mag

2016

La mia Vogalonga 2016

La Vogalonga mi piace, è la manifestazione canoistica a cui vado più volentieri.

Primo per lo splendido contesto, Venezia è una delle città più belle al mondo. Secondo perché vedere gente da tutto il mondo che pagaia felice in laguna, ogni volta mi apre gli occhi, e mi fa riflettere, sulle enormi possibilità di turismo sostenibile che offre Venezia e la sua laguna.

Un paio di anni fa vi ho partecipato in packraft, ma è troppo lento per fare 30 km. di acqua piatta, perciò quest'anno vi ho partecipato con un kayak divisibile Packboats Puffin. Ma la filosofia di viaggiar leggeri con i mezzi pubblici e/o con le proprie gambe, è sempre presente visto che per spostarmi da Vicenza a Venezia ho utilizzato il treno.

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mar

05

apr

2016

Paese che vai, usanze che trovi.

Vado spesso in treno-bici a lavoro. Nella linea che utilizzo, i controllori non vengono quasi mai a richiedermi il biglietto. I più ligi al loro lavoro, lo fanno ma si trovano spesso ad avere discussioni con i furbetti che ne sono sprovvisti, che abituati a farla quasi sempre franca, reagiscono come se fossero dalla parte della ragione. Ieri ero in un treno inglese, il controllore CONTROLLAVA, e mi ha vidimato il biglietto così.

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ven

19

feb

2016

Venezia e i packraft.

Mi piace assai riandare con la mente a Venezia, a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. (Johann Wolfgang von Goethe)

Colgo l'occasione della pubblicazione di questo video degli amici di Urban Packrafter, per una breve riflessione su questa splendida città. 

Capitale del mare, unica, incantevole rovina di un glorioso passato.

Quando pagaio a Venezia provo amore e rabbia. L'amore viene naturale di fronte a si tanta bellezza, mentre vedere come poco a poco la si distrugge sotto il peso di uno fruttamento sforsennato, di un turismo vorticoso che non rispetta nulla e tutto calpesta, mi genera rabbia, ma anche desiderio e speranza di cambiamento.

Noto con piacere che negli ultimi tempi, i packrafters del nord europa scendono a Venezia per fare una pagaiatina tra i canali. Agli osservatori più attenti non sfuggirà che questi sono gli apri pista di un nuovo tipo di turismo, che in breve cambierà le carte in tavola. Come sta succedendo per il turismo in bicicletta, dove sempre più sono le persone che passano le loro vacanze pedalando, e di anno in anno vengono costruite più piste ciclabili e strutture dedicate; il turismo di pagaia presto (lo spero) prenderà spazio e nelle citta d'acqua, gli amministratori, gli operatori turistici dovranno adeguarsi, e Venezia di ciò potra solamente giovarsene.

Abbiamo svenduto i centri storici alle auto, in cambio di un irreale confort abbiamo ceduto la bellezza per avere in cambio rumore, smog e nevrastenia. Dobbiamo riprenderci fisicamente gli spazi che le auto ci hanno rubato, togliamo i parcheggi dalle piazze e mettiamoci i bambini a giocare. 

E anche Venezia ha perso il senno, compromessa da un turismo di massa si gongola nel fiume di denaro su cui siede, si auto giustifica fino a trovare scuse assurde per motivare il passaggio enormi transatlantici davanti a San Marco. Accetta che le sue vene siano frullate di continuo da un moto ondoso spaventoso generato da un traffico motorizzato fuori da ogni controllo.

Per questo spero che chi ci arriverà in questa splendida città, abbia nel suo zaino una piccola imbarcazione gonfiabile, e inizi a muoversi tra i canali in libertà, uscento da quel "parco dei divertimenti" per turisti, allora potremo cambiare le sorti di Venezia, scoprire e valorizzare i suoi lati nascosti, le sue isole, la sua laguna. 

Quando saremo in grado di occupare fisicamente gli spazi urbani, e fisicamente intendo letteralmente con i nostri corpi, solo allora saremo in grado di cambiare le sorti delle città.

Termino con una frase rubata al movimento Critical Mass "Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico".

 

sab

23

gen

2016

Le piccole cose che fanno del Vigile del Fuoco un mestiere meraviglioso

Chi ha salvato l'orsetto Teddy?

Ieri, al termine di un incendio d'appartamento, che si è portato via ogni cosa, ogni segno del passato di una famiglia, sento una bimba piangere per il suo peluche, disperso tra le fiamme. Ecco, in 34 anni di vigile del fuoco mi era capitato di salvare persone e animali, ma mai un'orsacchiotto in peluche. C'è sempre una prima volta! Lo abbiamo ritrovato sano e salvo, in una camera distrutta, era lì che attendeva i soccorsi, nascosto tra quel che restava delle coperte. Non ho avuto il tempo di andare e vedere tornare il sorriso alla bimba, ma quel sorriso lo sento dentro.

 

Il giorno dopo

Sono il papà della bimba di Teddy. Non ho parole per ringraziarti per la professionalità, sensibilità e soprattutto solidarietà che hai dimostrato nel corso dell'intervento. Grazie a te ha potuto addormentarsi serena con il suo Teddy in braccio, come ha sempre fatto dalla sua nascita. Donare serenità ad una bimba e darle dolci sogni dopo il trauma subito, ti rende un vero eroe.  Ti lascio il messaggio che Isabella ha scritto per ringraziarti e la sua foto ... naturalmente con Teddy.

 

La notizia rimbalza nel web fino ad arrivare alla stampa.

Il Giornale di Vicenza: Il rogo, la bambina e l’orsetto salvato.

Non sono le trombe dei giornali soddisfazione, ma il sorriso riconoscente di un bimbo.

 

Ma è nella squadra, nel gruppo, nel collega con cui si lavora fianco a fianco che si trovano le risorse per affrontare e risolvere le situazioni più difficili. Se l'altro giorno non avevo con me una squadra meravigliosa, che ha affrontato un'intervento delicato con la massima determinanzione e abnegazione, i miei pensieri sarebbero stati altri, e forse non mi sarei accorto del pianto di quella bimba.

In ultimo aggiungo qui un commento del papà della bambina. Ma vi prego al posto del mio nome leggete "vigile del fuoco", perchè non ho fatto altro che il mio lavoro, come quotidianalmente, tra mille difficoltà, fanno tutti gli altri miei colleghi.

 

Antonio Piro Il Capo Reparto dei vigili del fuoco, ha fatto molto più di questo, e non solo lui. Ma tanto tanto più di questo ! ... prendendosi responsabilità eccezionali che poche persone avrebbero preso e con lui le sue squadre. Ora non posso e non voglio raccontarlo, ma ci sarà forse un giorno l'occasione. Questa storia, in ogni caso, dimostra in modo chiaro che quando la passione per il proprio lavoro, il cuore, la sensibilità e l'impegno superano di gran lunga il mero "compito del protocollo", si ottengono risultati eccezionali che lasciano un segno indelebile. Antonio Piro avrebbe potuto e forse dovuto fare come fanno la maggior parte dei funzionari pubblici: applicare un qualche "compitino" e fare semplicemente il proprio dovere formale. Ma egli, e tutte le squadre intervenute, hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo e hanno fatto molto di più, sia dal punto di vista materiale che morale. Questo ha permesso di limitare considerevolmente i danni alla casa dei miei suoceri, di salvare Teddy e qualcos'altro. Soprattutto ci ha dato solidarietà e partecipazione. Qualcosa che spesso noto anche nel corpo dei Carabinieri. Che bello sarebbe il nostro paese se in ogni funzione pubblica si potessero trovare gli Antonio Piro,

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sab

09

gen

2016

River Spritz Festival

Ecco le anticipazioni del prossimo raduno italiano di packrafting:

Packrafting River Spritz Festival

Valstagna – Solagna - Venezia . Fiume Brenta e Laguna . 1-2 ottobre 2016

Si utilizzeranno le prerogative di leggerezza e portabilità insite nel packrafting per muoversi esclusivamente a piedi, in bici, pagaia e con i mezzi pubblici.

I partecipanti sono invitati a recarsi al raduno in car pooling o di lasciare l'auto a casa e venire a piedi, bici, mezzi pubblici o qualsiasi altro mezzo di trasporto sostenibile. Sarà premiato il partecipante che utilizzerà il mezzo di trasporto più originale.

Il programma di massima sarà:

Sabato in Brenta con due differenti attività: 1- packrafting classico (trekking, packrafting) . 2 – bikerafting (Bicycle, packrafting).

Sabato sera, festa e cena tutti insieme a Solagna.

Domenica, in treno fino a Venezia, e giro per la città in packrafting con sosta a “bacari e cicheti”.

 

Here is the preview for the next packrafting meeting:

Packrafting River Spritz Festival 

Valstagna – Solagna – Venezia. Brenta River and Lagoon . 1-2 october 2016 

The meeting will be characterized by the intrinsic packrafting concepts of lightness and portability. We will be exclusively moving by foot, by bike, by paddle and by public transport.   

The participants are encouraged to travel to the meeting by car pooling or to leave the car at home and come by foot, by bike, by public transport or any other green transport. The participant using the most original transport mean will be prized. 

The approximate programme will be:

Saturday: river Brenta exploration with choice of two different activities:

1.      classic packrafting (trekking + packrafting);

2.      bikerafting (bicycle + packrafing). 

Saturday evening: dinner and party in Solagna. 

Sunday: transfer to Venice by train, tour of the city by packrafting with break at “bacari e cicheti” (a delicious Venetian speciality).  

 

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gio

07

gen

2016

Bikerafting in Valsugana

 Treno - Bici - Packraft                               San Nazario - Primolano - San Nazario              07 gennaio 2016

Ho provato la mia nuova pieghevole (usata) in un percorso misto, bici treno e packraft. La Dahon Cadenza si è comportata bene, le ruote più grandi rispetto alla mia brompton si fanno sentire, ed anche con la neve ce la siamo cavata egregiamente. La piega è semplice ed efficace, e sul packraft (Kokopelliraft La Hornet) si trova a suo agio nonostante la mole. Ho utilizzato due differenti borse da cicloturismo una di tipo stagno e l'altra no, la prima (Ortlieb) per le attrezzature da mantenere asciutte.  L'altra (Vaude) con comode tasche a chiusura lampo, per i materiali che possono bagnarsi, da tenere a portata di mano quando si naviga. 

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mar

22

dic

2015

Una discesa con Sven

Oggi è venuto a trovarmi Sven (Packrafting-store), è stato bello conoscersi personalmente dopo i tanti contatti e le cose che abbiamo fatto insieme, relazionandoci attraverso il web.

Per l'occasione cosa c'era di meglio, se non una bella discesetta in fiume con il packraft.

Mi ha fatto testare una novità di packrafting store, che presto sarà in catalogo, un nuovo modello di packraft MRS (molto vicino alle linee dellAlpackalipse).

Che dire ... ne sono rimasto elettrizzato, questi nuovi modelli si avvicinano sempre più al comportamento di un kayak rigido, incredibile, se l'acqua fosse stata un più calda avrei provato anche l'eskimo.

L'unico problema la lingua, uffa... parlo il francese me non mi serve praticamente a niente. Ho da poco cominciato a studiare inglese ma qui la cosa si fa seria, devo impararlo rapidamente. Terapia intensiva di lingua inglese obbligatoria.

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mar

01

dic

2015

Bikerafting, qual è la bici ideale?

Fat bike, pieghevole o minivelo?

Esistono due differenti generi di bikerafting, il primo predilige le zone più selvagge ed isolate, con percorsi fuoristada in terreni impervi, con presenza di fango o sabbia. Le mountain bike, e sopratutto le Fat bike sono le più adatte.

Non ho competenza in questo settore, lascio perciò ad altri il compito di parlarne.

Il secondo preferisce le zone urbane muovendosi per strade asfaltate, piste ciclabili e argini, e se necessario anche i mezzi pubblici. Le bici pieghevoli sono le più adatte a ciò.

La mia esperienza è maturata in quest'ultimo, il bikerafting urbano.

La mia prima pieghevole è stata una decathlon hoptown 5, per passare alla mia prediletta una Brompton violet .

I pregi delle pieghevoli son la loro compattezza e la facilità di stivaggio, la possibilità di caricarla nei mezzi pubblici in genere anche gratuitamente.

Per contro, sono create principalmente per la città possono trovarsi in difficoltà sui terreni sconnessi.

 

 

 

Fabbricate in cina su progetto francese, la Hoptown è una bici media-economica con ruote da 20", ingombrante e pesante, con una chiusura non comodissima; nonostante il cambio a 8 marce, è negata per la salita e vi troverete a fare dei tratti a piedi. Si presta all'uso con il packraft, ma c'è di meglio.

La brompton  è famosa per la compattezza delle dimensioni da piegata. Made in London, è uno splendido esempio, della passione per la meccanica e della cura del dettaglio degli inglesi. Non mi accingo oltre in plausi e descrizioni, se è la migliore tra le pieghevoli un motivo ci sarà.

E' una bici nata e pensata per il commuting; urbana al 100%, con le sue ruote da 16" ha i suoi limiti nei terreni sconnessi.


La ricerca della bici ideale per il bikerafting urbano non è ancora finita, sto scavando ancora nel mondo delle pieghevoli e delle minivelo.

Al momento sono molto attirato da questi tre modelli, che ritengo siano molto adatti:

La Birdy è una pieghevole progettata in Germania da Riese e Muller.

E' una delle rare biammortizzate pieghevoli. 

Molto valida sia per il commuting quotidiano sia per il cicloturismo. Divora ogni terreno. E' molto amata dai cicloturisti più cattivi, per viaggi nei luoghi più estremi.

La Moulton, un mito. Potete guardarla da vari lati: da uno vedrete un pezzo di storia, da un'altro un'opera d'arte,  e dall'altro una tra le più performanti bici a ruote piccole. 

E' nata dal genio di un ingegnere inglese, che ha inventato soluzioni nuove e ispirato molti altri costruttori, tra cui brompton per il carro posteriore. 

Ha il telaio divisibile in due, è biammortizzata. Praticamente introvabile usata, si capisce che è un vero gioiello anche dal prezzo, che in alcuni modelli non è per niente accessibile agli umani.

I minivelo. Questo stile di bicicletta, alternativa alle bici pieghevoli, è già un enorme successo nelle città giapponesi, dove gli spazi sono ristretti. Con la loro lunghezza ridotta possono essere riposte dove non è possibile alla maggior parte altre biciclette: in Ascensore, in un armadio o sotto al letto. Divertenti da guidare e molto maneggevoli nel traffico, hanno un sicuro futuro nelle nostre congestionate città.

 L' Abicino fa parte di questa famiglia. E' fabbricato in Italia, da un'intrapendente società che produce biciclette con dettagli high-tech e un'estetica vintage.



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ven

27

nov

2015

Vicenza, vista dal Bacchiglione e dal Retrone

Le città viste dall'acqua rivelano scorci nascosti di rara bellezza, ed anche Vicenza non sfugge a questo principio, e regala a chi vi naviga stupende immagini intrise di storia.

Sempre con l'intento di effettuare la mappatura fotografica dei corsi d'acqua della mie zone, ho disceso il tratto urbano dei due principali fiumi di Vicenza, il Bacchiglione ed il Retrone.

In bici (Brompton) e packraft (Kokopelliraft) ho viaggiato anfibio in quel che una volta, era il ventre della città.

 

Vicenza è una citta nata sull'acqua, in un territorio ricco di risorgive, per secoli pieno di zone paludose; i suoi fiumi sono stati le principali vie di transito, è attorno a loro che si sviluppava la vita cittadina.

E' triste vedere che la società moderna ha perso tale memoria, e non riesce a riconoscere la ricchezza e le potenzialità, che i fiumi hanno per lo sviluppo sostenibile delle città.

 

Ed ecco qui sotto i link della sequenza fotografica che ho caricato su Mapillary.

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sab

21

nov

2015

Padova città d'acqua.

Il desiderio di effettuare una mappatura fotografica da inserire su mapillary, mi ha portato nuovamente nel Piovego ad attraversare il centro di Padova.

Anche questa volta mi sono mosso in autonomia con il binomio bici-kayak, ma trattandosi di acqua piatta, ho preferito al packraft un veloce kayak pieghevole: un Pakboats Puffin Saco. 

Finalmente sono riuscito ad effettuare le riprese sequenziali georeferenziate per mapillary, un paio di tentativi precedenti non sono andati a buon fine, uno per problemi tecnici alla action cam e l'altro perchè mi son trovato le chiuse del Piovego al Bassanello sbarrate e il fiume a secco.

Il risultato non sembra male, ci sono molte cose migliorabili ma nell'insieme può andare. Qui sotto il link:

E' sempre un piacere tornare in Piovego, fiume cittadino pieno di storia, che nonostante sia stato sfregiato e privato del suo tratto più significativo con l'interramento della riviera dei ponti romani, mantiene scorci e testimonianze del forte legame con la città.

Il sistema d’acque e fiumi di Padova era articolato e poneva la città al centro di un complesso sistema di comunicazione fluviale che la collegava da un lato con le varie realtà produttive dell’entroterra e dall’altro alla laguna di Venezia.

Le acque di Padova sono un'inestimabile ricchezza, le nostre radici, la nostra storia ne sono intrise. 

La moderna società ci ha allontanati da questo legame, che invece và assolutamente recuperato e valorizzato; vedremo allora che molte delle attuali problematiche legate alla gestione delle acque si risolveranno da sole.

Piacevole sorpresa al ponte tra via Umberto Primo e via Roma, ove il naviglio interno sparisce in un sifone, il suono di musicisti di strada si propagava sull'acqua venendomi incontro, effetto surreale degno di entrare in un film di Fellini. Ho cercato di riprendere il momento, il video è riduttivo ma un pò rende l'idea.

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mer

11

nov

2015

Una piacevole discesa in Brenta.

In questo video non c'è nulla del packrafting. Vedo mia figlia poco, perchè abita a Londra, e se quando viene a trovarmi si fà un giretto in fiume con me nonostante la stagione, è per me un'avvenimento importante, che condivido con piacere.

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dom

08

nov

2015

Bikerafting sul Sile

Qualche giorno fà, dopo aver accompagnato mia figlia all'aereoporto di Treviso, ho preso packraft e Brompton, per farmi un giretto in bikerafting lungo il Sile, il fiume di risorgiva più lungo d'Europa. 

A Quinto di Treviso in sella alla mia "Brompton" ho imboccato la pista ciclabile Treviso-Ostiglia verso est per una decina di chilometri,  per giungere a Morgano ove, dopo aver attaversato la splendida "Barchessa di villa Badoere" , ho ritrovato il Sile, tirato fuori e gonfiato il mio packraft, piegato e caricato la bici, e cominciato a pagaiare.

Quella del Sile è un'acqua davvero bellissima e affascinante.

Acqua di risorgiva, copiosissima, vitalissima.

Sale dal profondo della terra con polle di risorgiva, i fontanassi, e subito forma già un grande fiume.

E l'acqua è energia. Per un millennio ha fatto girare le ruote di quei mulini, le cui vestigia si ammirano lungo le sue acque.

Ho sempre amato questo tratto del fiume, ma erano molti anni che non lo discendevo. L'ultima volta che lo feci lo trovai particolarmente sporco, le limpide acque sorgive erano oltraggiate da un'infinità di oggetti in plastica. Le sue acque percorrono numerose zone abitate, e raccolgono i frutti di quella diffusa ignoranza sul bene fiume.

Attualmente le cose sono molto migliorate, ho avuto la netta sensazione vedere meno plastica in giro. Grazie anche al lavoro dell'instancabile associazione "Open Canoe Open Mind", che percorrendo il fiume con canoe canadesi, effettua regolarmente la pulizia e di raccolta dei rifiuti. 

Tranquillamente, si pagaia verso valle, con la dolcezza di un panorama che ci sa sorprendere ad ogni ansa. Vecchie dimore splendidamente restaurate si affacciano al fiume, testimonianza del legame storico dei Veneti con le loro acque.

La rigogliosa natura ospita una varietà di uccelli, che rende questi luoghi un paradiso per il birdwatching.

Gli aerei in atterraggio, bassi sopra al laghetto di Quinto di Treviso, mi annunciano che sono arrivato. Per procedere oltre sarebbe necessario un poco agevole trasbordo, agli sbarramenti di alcuni mulini.

Ritorno all’auto con la mente più leggera, effettuata la ricarica, sono pronto a riprendere la frenetica vita quotidiana. 

Grazie Sile per la piacevole compagnia.

 

 

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sab

31

ott

2015

Prove di River View

Prima prova

In questi giorni ho fatto dei test, con una actioncam provvista di GPS ho preso una sequenza di fotografie georeferenziate durante la discesa in packraft, e poi le ho inserirle su Mapillary.

L'appannamento della lente della mia sony hdr as30v ha reso inutilizzabili parte delle riprese. Appena si và al sole si forma condensa. Mi sono letto in internet quali sono i trucchi per evitarla, ma il problema non è ancora definitivamente risolto.

Come immaginavo in fiume con acqua mossa, è difficile tenere la ripresa allineata. Devo fare pratica.

E' un mondo nuovo in cui tutto è da provare e sperimentare.

Ecco, trovato un nuovo buon motivo per andare in fiume.


Seconda prova

Ho scoperto che la formazione di condensa all'interno del case, è un difetto congenito delle action cam Sony. Probabilmente la causa è che tendono a scaldarsi parecchio. Ho provato a lasciarla accesa al sole ed è andata addirittura in blocco per eccessiva temperatura. Uno dei trucchi per evitare il problema, che ho trovato in internet, è di conservare l'action cam in un sacchetto stagno con all'interno anche un calzino pieno di riso, che è un prodotto che assorbe naturalmente l'umidità. Ho provato anche questo, riuscendo a ridurre la condensa ma non ad eliminarla. Ho ordinato dei feltrini buona fattura, vedremo se con quelli la situazione evolve in meglio.

Per migliorare la qualità della ripresa quando si affrontano le rapide, mi sono costruito uno stabilizzatore d'immagine, al prossimo test in acqua lo collaudo.

Terza prova

Fatto il test con lo stabilizzatore d'immagine, no...no.. non ci siamo, non stabilizza un bel niente.

I problema in acqua mossa rimane.

La prossima volta torno alle origini fisso l'action cam al caschetto.

Qui il link a Mapillary, delle riprese che mi sono venute meglio.

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lun

19

ott

2015

Test a Valstagna

Ieri mattina sono andato al Demo-Day Valstagna organizzato dalla Ozone Kayak, annuale incontro dei canoisti, per testare le ultime novità del pianeta Kayak. Ne ho approfittato per far conoscere e provare anche i packraft. Purtroppo sono potuto restare solo poche ore, e nel più bello quando cominciavano ad arrivare i canoisti, ho dovuto correre via per un impegno da mio figlio con gli scout. Ugualmente sono contento di esserci andato, primo per aver rincontrato tanta bella gente d'acqua, e poi perchè l'interesse che ho riscontrato mi ha dato ulteriore conferma che le porte al packraft si stanno aprendo.

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sab

17

ott

2015

Da due anni un vigile del fuoco francese và al lavoro in bici e kayak

Da oltre due anni Jean-Christophe Rolland, un collega Vigile del Fuoco francese di 45 anni, và a lavoro in bicicletta e kayak.

Parte da casa in bici con a rimorchio un kayak sit-on-top arriva in riva de l’Isère qui carica la Brompton pieghevole sul suo Kayak e via con la pagaia. 

Una scelta ecologica, ma soprattutto mossa dal desiderio di ritagliarsi giornalmente uno spazio in mezzo alla natura.

Bravo!!

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gio

15

ott

2015

Rock Gardening

Rock Gardening, letteralmente giardinaggio tra le rocce, è la nuova frontiera del kayak da mare.

Pagaiare tra gli scogli è una cosa che incute timore, ma esistono delle tecniche per riuscire a farlo in sicurezza. La cosa più importante è saper osservare, trovare la linea dove s'incanala l'acqua tra gli scogli. Verificare la profondità dell'acqua. Se non c'è sufficentemente acqua non esitare a spostarsi in un'altro settore.

Ci si inserisce poi nell'onda in arrivo per affrontare e/o giocare, tra gli scogli.

Le tecniche poi sono del tutto simili a quelle utilizzate in torrente. Evidentemente i contatti dello scafo con le rocce è frequente, si utilizzano perciò robusti kayak in polietilene.

Si tratta di una disciplina nuova, con alti rischi, che và affrontata solo da kayakers molto esperti, con l'eskimo infallibile. Salvagenti, caschetti, gomitiere e assistenza obbligatori.

 

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mar

13

ott

2015

I fiumi, recuperiamo quel contatto perduto, e doniamolo ai nostri figli.  

L'uomo ha sempre vissuto in simbiosi con l'acqua, vi ha sempre trovato sostentamento e protezione, nei secoli ha capito i suoi segreti. Imparando a nutrirsi della sua energia e a proteggersi quando si arrabbia. Sfortunatamente, da quando l'acqua è arrivata nelle nostre case attraverso i rubinetti, tutto ciò si è perso, e poco a poco abbiamo dimenticato tutto. E adesso siamo indifesi, il fiume ci fa paura, ci fà paura la pioggia. 

Mi succede quando navigo un fiume, di ritrovare qualche fantasma di questa antica simbiosi, dei ricordi lontani che qualche mio antenato è riuscito a trasmettermi. 

Tutto ciò và recuperato, dobbiamo farlo, altrimenti oltrapasseremo ancora i limiti, umiliando ancora le acque, inquinandole, togliendo spazi vitali ai fiumi, e il legame sarà ostile, e anche il nostro sangue sarà inquinato e i nostri spazi vitali portati via all'improvviso dalle acque furiose.

Per venirne fuori abbiamo un'arma meravigliosa, i nostri figli.

Ricominciamo con loro a frequentare e vivere il fiume.

Per prima cosa però dobbiamo proteggerli.

Per conoscere il rischio acquatico e imparare a proteggersi, si può cominciare a leggere un libro di sicurezza fluviale, per poi continuare con un bel corso di canoa e/o soccorso fluviale. Ma servira a poco se non frequentiamo il fiume. Quello che ci manca è proprio il contatto fisico con le sue acque. 

Il packrafting ha il grande pregio di rendere facilmente accessibile la navigazione fluviale, è facile da condurre e molto stabile, ciò può portare al rischio di sovrastimare le proprie capacità. 

In seguito entrerò nello specifico su come muoversi, nuotare, e pagaiare in sicurezza in fiume, sappiate che non servono dei "Rambo", ma è necessaria la conoscenza dei i rischi presenti in fiume. E avere le competenze tecniche per ridurli sino alla soglia di accettabilità.

Conosciamo bene i pericoli della circolazione stradale, ed educhiamo i nostri figli a conoscerli e a proteggersi con delle norme comportamentali (attravesare sulle striscie, guardare prima di attraversare etc.) e indossando dei dispositivi di protezione individuale (cinture di sicurezza, casco per bici etc.). Esattamente quel che bisogna fare in fiume.

Insegniamo ai nostri figli quali sono i rischi dell'ambiente acquatico. Insegnamo loro a proteggersi. Con norme comportamentali, saper nuotare in corrente, a lanciare una corda, effettuare delle manovre elementari di soccorso, e insegnamo loro a indossare sempre muta caschetto e salvagente.

Prima dovranno imparare a nuotare in una rapida e dopo potranno discenderla con il packraft.

Questa estrate mio figlio di 10 anni, si è rovesciato con il packraft in una rapida per lui impegnativa, ed ha preso paura, gli ho chiesto se voleva riprovarci subito, mi ha risposto "si, ma a nuoto", se le nuotata un paio di volte e la paura è passata.

Quando saremo in grado di garantire un livello di sicurezza accettabile (il rischio zero non esiste), potremo dare ai figli quella libertà di muoversi in acqua, che trasformerà improvvisamente il fiume nel più bello dei parchi giochi.

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dom

11

ott

2015

Buona lettura.

"La Strada alla fine del mondo" ("A long trek home") Erin MCKittrick Bollati Boringhieri - 233 pagine

Vi siete avvicinati adesso al mondo del viaggio anfibio e leggero, e ne sieta affascinati?

Preparatevi ad una lettura appassionante, questo libro vi scuoterà qualcosa dentro, una giovane coppia che parte a piedi con il packraft in zaino decisa a non prendere nessun mezzo a motore, che parte per un viaggio di un anno, in un delle terre meno ospitali, l'Alaska.

Per i lettori che amano la cosiddetta narrativa di viaggio, il libro di Erin McKittrick è destinato a diventare una sorta di breviario, non fosse altro che per la portentosa impresa che Erin e suo marito Hig hanno compiuto percorrendo, da Seattle alle isole Aleutine, 6400 chilometri a piedi, in packraft o sugli sci. Ma, trekking estremo a parte, il viaggio raccontato in queste pagine è soprattutto un viaggio nello spirito della natura e alla ricerca di sé stessi, un percorso che l’uomo sembra avere dimenticato o abbandonato, come quei sentieri battuti dal vento su cui cresce lo sparto. Erin McKittrick, laureata in Biologia molecolare alla University of Washington di Seattle, ha lasciato gli studi accademici per dedicarsi all’esperienza diretta della wilderness e concentrarsi sull’attivismo ambientale. Vive con il marito e il figlio a Seldovia, Alaska.

Foto dal sito Bollati Boringhieri 

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sab

10

ott

2015

Database, statistiche - incidenti, soccorso

Nei fine anni 90, periodo in cui ho cominciato ad occuparmi professionalmente di soccorso fluviale, sono stato partecipe di un soccorso tecnicamente complesso, di cui scrissi un articolo su "Pagaiando" (vedi allegato). Dalla bibliografia di settore USA (primo fra tutti la bibbia di Slim Ray "Swiftwater Rescue") mi resi conto dell'importanza di fare dei rapporti dell'incidente e di raccoglierli in una banca dati.

Ho provato a comunicare questa esigenza a chi opera in fiume sia sportivo che professionale, ma ho trovato un muro di indifferenza, e qui ci vorrebbe un sociologo per capire perchè nel sud europa siamo così disinteressati alle tematiche di soccorso.

Ne ho dedotto che: o la cosa si realizza a livello europeo con una specie di obbligo per le istituzioni a inserire i dati, o non se ne viene fuori. In questi anni i dati di incidenti soprattutto europei li ho comunque ho raccolti, immagazzinandoli in quella poca memoria che ancora mi rimane (so vecio!). Ai corsi di tecniche di soccorso fluviale e alluvionale VVF (sono istruttore e coordinatore dei corsi nel veneto), li tiro fuori come esempi e casi didattici, producendo spesso negli allievi la classica reazione: "mano nelle palle". Mi prendono un pò in giro per questo, ma credo che informare portare esempi e statistiche sia una parte fondamentale per formare gli operatori del soccorso.

Articolo sulla rivista della F.I.C.T. "Pagaiando"
_47_200003-2.pdf
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ven

09

ott

2015

Creiamo River View!

Sto cercando di sviluppare un'idea per documentare i fiumi, ovvero cominciare ad inserirne le foto su Mapillary
Si tratta di una specie di street view, ma gratuito e libero, in cui ogni utente inserisce le foto; immaginate la possibilita di visionare un percorso da casa la sera prima di scenderlo in kayak, utilissimo per riconoscerne le difficoltà e i pericoli. Strumento perfetto per documentare i fiumi dal più piccolo torrente al Pò.
Praticamente con una action cam con gps, si fanno delle foto georeferenziate in sequenza, e poi si inseriscono sul sito, le foto si legano insieme dando una visione di continuità e puoi scendere il fiume in modo virtuale, ma serve il contributo di tutti per coprire tutto il territorio.
Citando Wikipedia riporto …. “… Mapillary è un servizio per condividere foto georeferenziate sviluppato da una startup, con sede a Malmö, Svezia. I suoi ideatori vogliono rappresentare il mondo intero (non solo le strade) con delle foto. Ritengono che per coprire tutti i posti interessanti nel mondo siano necessari un progetto crowd-sourced indipendente e un approccio sistematico alla copertura di aree interessanti. I servizi come Google, che utilizzano auto equipaggiate con speciali fotocamere, non riusciranno a coprire il mondo con dettaglio sufficiente. Secondo loro, la conoscenza locale è quasi imbattibile, e solo gli abitanti sanno cosa veramente sia importante quando si scatta una foto. Sono interessati alla copertura di qualunque posto all’aperto, e possono contribuiere a un sistema che rappresenta il mondo con un alto livello di dettaglio. La maggior parte della elaborazione di immagine è fatta lato server usando tecnologie Big data e di visione artificiale, rendendo la raccolta dei dati estremamente semplice per l’utente. Pertanto, Mapillary migliora con ciascuna nuova foto, perchè ogni nuova foto è messa in relazione con tutte le foto esistenti nel suo intorno. ……. I contributori possono installare la app Mapillary su smartphone Android o iPhone, sono noti casi di successo persino su dispositivi Kindle App Store, Jolla e Blackberry che possono eseguire app Android. Dopo la registrazione, l’utente può cominciare a scattare foto ….”

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dom

23

ago

2015

Il raduno, durance 2015. Il video .....

Il raduno è andato proprio bene.  Molto interesse per questo nuovo modo di vivere il fiume. Ma nessuno dei presenti ha voluto affrontare la Rabioux, aspettiamo fiduciosi di vedere il primo che vuole provarci. Ecco il video:

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mer

01

lug

2015

NRS packraft repair

Il packraft prodotto da NRS è noto per la sua fragilità, non è un brutto packraft, anzi ha i suoi pregi, ma necessita qualche attenzione in più.

I principali difetti sono: fragilità degli anelli di ancoraggio, tessuto di nylon con spalmatura poliuretanica troppo leggera.

 

Ho tagliato via gli ancoraggi vecchi, prestando molta attenzione.

Per poi incollarvi sopra i nuovi ancoraggi.

Dopo una discesa, uno striscio seppur superficiale era arrivato con facilità alla trama del tessuto.

Quindi ho deciso di rinforzare il fondo.

Per farlo ho scelto la colla uretanica "sealgrip".

Cercando di tirare bene la colla, e utilizzarne uno strato il più sottile possibile, ho pennellato tutto il fondo.

Sono stati necessari 2 tubi e mezzo di colla, per un totale di 70g.

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mar

16

giu

2015

Whitewater packrafting meeting

A volte le cose nascono per caso e si realizzano quasi da sole. Parlando con un vecchio amico Arcangelo Pirovano presidente della Federazione Italiana Canoa Fluviale, è nata l'idea di un raduno di packrafting europeo durante il raduno estivo della F.I.C.F.

Ho finito di preparare la pagina in italiano , sono in arrivo quella in Inglese e quella in Spagnolo, se qualcuno puo aiutarmi a realizzare le traduzioni in altre lingue europee mi darebbe un gradito aiuto.

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"Appena potevamo, lasciavamo la strada e ce la predavamo comoda, senza però fermarci. In questo viaggio avevamo un'arma segreta per superare le zone difficili o impossibili da percorrere a piedi: i nostri formidabili packraft. Lunghi non più di un metro e mezzo, leggerissimi - due chili appena - ma molto resistenti - erano fabbricati con materiali speciali -, potevano ospitare a bordo una sola persona con relativo bagaglio. sgonfi e arrotolati, si riducevano a un cilindro in gomma gialla, e s'infilavano comodamente nello zaino. Erano perfetti. A piedi o sui packraft, saremmo riusciti a raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili con qualsiasi altro mezzo.
Sapevamo che lungo il cammino avremmo dovuto attraversare - non certo a nuoto - fiumi impetuosi e grandi baie, ma non eravamo preoccupati perchè con i packraft potevamo percorrere torrenti ghiacciati, solcare onde di maree, costeggiare litorali sferzati dalle tempeste e passare a nostro piacimento da un'isola all'altra. E una volta piegati e riposti nello zaino, non ci avrebbero inpedito di scalare montagne, camminare su strade e spiagge, superare boschi e sciare nella tundra. I packraft erano indispensabili. Senza, non avremmo potuto affrontare quel viaggio da anfibi." - Erin McKittrick - A Long Trek Home

Ti ricordiamo che:

1- I fiumi vanno discesi con attrezzature e abbigliamento adatto al tipo di percorso affrontato.
2- Per discendere i fiumi bisogna frequentare dei corsi di canoa tenuti da personale qualificato.
3- I principianti durante le discese devono essere affiancati e consigliati da guide esperte.
4- Una discesa non si effettua mai in solitaria, il numero minimo dei partecipanti può variare a seconda della preparazione dei canoisti e delle difficoltà che si possono incontrare.

5- Il packrafting permette un'accesso semplificato all'acqua mossa, ciò può portare a sovrastimare le proprie capacità. E' perciò necessario conoscere quali sono i rischi presenti in fiume. E avere le competenze tecniche e la prestanza fisica per ridurli sino alla soglia di accettabilità.