Una folle pagaiata veneziana. 39°Vogalonga -19 maggio 2013

Affascinato dall'idea di andare fino a Venezia in treno con un semplice zaino, e desideroso di provare il mio nuovo Alpackaraft yukon yak mi sono lanciato nella 39° Vogalonga. 

Due tra i difetti del packraft sono la sua lentezza in acqua piatta, e la sensibilità al vento, ragion per cui nessun normodotato ci affonterebbe 32 km in laguna. Constatato che è da pazzi partecipare tale manifestazione in packraft. Appurato che la vena di follia che è in me agisce indisturbata, possiamo partire con la descrizione. 

Preso il treno presto, e arrivo a Venezia in perfetta tabella di marcia. Proprio davanti alla stazione vi sono dei gradini che scendono verso l'acqua, è un imbarco perfetto. Mi metto a gonfiare il packraft. Ho accanto due coppie di canoisti Serbi anche loro intenti a gonfiarsi le pneumatiche. In Canal Grande vi è un passaggio continuo di imbarcazioni a remi che va verso la partenza al bacino San Marco. Sono pronto e mi imbarco. Conosco abbastanza bene Venezia dall'acqua, non è la prima volta che pagaio in Canal Grande, ma è sempre un grande piacere solcare queste acque, la sua atmosfera fiabesca, la sua bellezza eterna, i palazzi nobili, il ponte di Rialto, i pontili, la gente ... 

Il traffico delle imbarcazioni a motore è meno soffocante del solito, da un certo orario sarà completamente vietato.  

Siamo in tanti a pagaiare e remare lungo il canale a ogni parte del mondo, tra i tanti io sono sicuramente il più lento. Il mio packraft desta reazioni contrastanti: curiosità, ilarità, interesse, ne deduco che sia in italia che all'estero non è per niente conosciuto. Per fortuna che alcuni commenti ironici erano in lingue a me sconosciute.

Sia pur lentamente raggiungo San Marco in perfetto orario. E' obbligatorio arrivare per tempo, anni fa arrivai in ritardo, e fu un calvario. Dopo pochi minuti dalla partenza riprende il traffico a motore, e non so se avete presente il traffico e le onde in quel punto.

La partenza è uno dei momenti più belli della manifestazione, la concentrazione di barche è impressionante. E' un piacere guardarsi attorno. Siamo 1700 imbarcazioni e 7000 partecipanti. Sono presenti tutti i tipi di voga, non manca nessuno. Bandiere e colori da ogni parte del mondo. Nell'aria tanto entusiasmo, canti, trombe, sorrisi, la festa sta per cominciare.

Ed ecco via, la partenza. Le imbarcazioni si mettono in movimento, con calma inizia il corteo. Nata come manifestazione contro il moto ondoso, la Vogalonga non è una competizione. 

 

 

Dopo la partenza in Bacino S.Marco il percorso va in direzione Sant'Elena da dove si raggiungono le Vignole, Sant'Erasmo e San Francesco del Deserto. La carovana raggiunge quindi Burano, Mazzorbo, Madonna del Monte e San Giacomo in Paludo da dove si ritorna verso Venezia entrando nel Canal Grande di Murano. Una volta tornati a Venezia si passa per il canale di Cannaregio e si svolta a sinistra in Canal Grande per la classica parata sotto il Ponte di Rialto e verso la Punta della Dogana di fronte a San Marco dove si conclude.

La meteo è inclemente, ci regala pioggia e vento. Ma non importa lo spirito è alto.

E' un piacere remare in compagnia di amici da tutto il mondo, e le pagaie sferzano l'acqua allegramente.

 

I frati immancabili.
I frati immancabili.

All'altezza di S. Erasmo ho capitolato, avevo gia messo in preventivo di non fare tutto il percorso, il packraft in acqua piatta necessita molta più energia e un ritmo di pagaiata doppio rispetto ad un kayak rigido, quindi mi sono sentito giustificato e a metà percorso ho tagliato, riagganciandomi a chi era già di ritorno. 

In effetti le spalle e la schiena sono già doloranti, la posizione non aiuta, seduto troppo infossato con la schiena poco sostenuta. Probabilmente l'assetto si può migliorare, comunque rimane il fatto che non è un'imbarcazione adatta a lunghe percorrenze in acqua piatta.

Entro a Murano. Lungo le rive, dalle finestre delle case, tra gli applausi, ci gridano "bravi, bravi", battendo i coperchi delle pentole.

imbottigliamento al ponte dei Tre Archi
imbottigliamento al ponte dei Tre Archi

Usciti dai canali dell'isola pagaiamo l'ultimo tratto di laguna in direzione di Cannaregio.

Il sole inizia a fare capolino, ed è una presenza molto gradita.

Nel canale di Cannaregio vi è il ponte dei Tre Archi che è una strettoia. E' il punto più problematico di tutta la vogalonga. Le imbarcazioni con la voga all'inglese con i loro lunghi remi hanno difficoltà a manovrare, e il traffico rallenta, fino a formare un grande intasamento. A dire il vero nelle istruzioni degli organizzatori vi era l'obbligo per le imbarcazioni con voga all'inglese di portare anche delle pagaie, per poter movimentare anche in spazi stretti. Ma tale indicazione per quel che ho visto, è rimasta disattesa.

Il mio packraft al par dei kaiak si intrufola tra le barche più grandi, e riesco a venir fuori dall'intralcio rapidamente.

Sono a due passi dalla stazione e mi fermo, rinunciando alla parata finale in Canal Grande, desidero tornare a casa ad un'orario decente, e mi sento appagato, per non dire stanco morto.

I grandi pregi dei packraft sono la loro leggerezza, compattezza e praticità di gonfiaggio e sgonfiaggio, quindi in un attimo mi cambio e tutto pagaia e alpackaraft compresi ritorna nello zaino.

Dal treno vedo scorrere la laguna, ovunque barche a remi che ritornano, chi verso Mestre chi verso il parcheggio del Tronchetto, anche quest'anno la Vogalonga è andata.

L'anno prossimo però il packraft lo lascio a casa, verrò con un kayak più veloce e la faccio tutta, promesso.

 

Date anche un'occhiata al video: http://www.youtube.com/watch?v=J3tLrEpmj8w

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Ti ricordiamo che:

1- I fiumi vanno discesi con attrezzature e abbigliamento adatto al tipo di percorso affrontato.
2- Per discendere i fiumi bisogna frequentare dei corsi di canoa tenuti da personale qualificato.
3- I principianti durante le discese devono essere affiancati e consigliati da guide esperte.
4- Una discesa non si effettua mai in solitaria, il numero minimo dei partecipanti può variare a seconda della preparazione dei canoisti e delle difficoltà che si possono incontrare.

5- Il packrafting permette un'accesso semplificato all'acqua mossa, ciò può portare a sovrastimare le proprie capacità. E' perciò necessario conoscere quali sono i rischi presenti in fiume. E avere le competenze tecniche e la prestanza fisica per ridurli sino alla soglia di accettabilità.